Tessuto a coste
Il tessuto a coste è una struttura di maglia in cui punti diritto e rovescio, oppure punti sui letti d’ago anteriore e posteriore, sono disposti alternatamente per creare un aspetto a coste ed elasticità orizzontale.
Definizione e panoramica
Il tessuto a coste è una struttura a maglia in cui punti diversi appaiono alternati sul diritto e sul rovescio, creando coste verticali. Si allunga bene in orizzontale e la sua tendenza a riprendere la forma dopo l’allungamento lo rende adatto alle zone che devono aderire al corpo o ai bordi dei capi.
“Rib knit” è un altro nome per tessuto a coste, ma non significa necessariamente che contenga filato elastico come il poliuretano. L’elasticità derivante dalla struttura stessa e quella ottenuta usando insieme filato elastico devono essere verificate separatamente.
Metodo di maglia e struttura
Nella maglia a mano, si realizza alternando punti diritto e rovescio; nella maglieria a macchina, il metodo base consiste nel formare i punti alternatamente usando i letti d’ago anteriore e posteriore. Le creste e gli avvallamenti delle coste fanno arricciare il tessuto, creando una struttura che si allunga facilmente in orizzontale quando viene stesa.
La disposizione dei punti può alternarsi uno per volta oppure in gruppi di più punti. Lo spessore delle coste, il modo in cui si allungano e il loro aspetto variano a seconda della disposizione degli aghi, dello spessore del filato, della densità di maglia e delle fibre combinate.
Come si scrivono le specifiche
Le specifiche del tessuto a coste sono generalmente indicate combinando finezza, larghezza del tessuto, struttura a coste, rapporto di mischia e peso industriale. La finezza è un indicatore del numero di aghi per una certa lunghezza, e lo spessore o la consistenza non possono essere giudicati in modo uniforme dal solo numero, quindi va verificata insieme al filato e alla densità dei punti.
La struttura a coste è espressa come “1×1”, “2×2” e così via, indicando la combinazione di punti disposti in modo continuo sul diritto e sul rovescio. Nel settore, il termine “numero di elastici” può riferirsi a questa struttura a coste, ma può anche riferirsi al numero di fili elastici, quindi il significato della notazione va chiarito nella scheda tecnica.
La larghezza del tessuto cambia a seconda che il tessuto sia allo stato finito, teso o dopo la rifinitura. Quando si effettuano ordini o si progettano i cartamodelli, è importante confermare la larghezza finita richiesta, oltre al tasso di allungamento, al recupero e al restringimento dopo il lavaggio tramite prove.
- Coste 1×1: tende a formare coste fini e ha un aspetto relativamente regolare.
- Coste 2×2: le coste sono più marcate e la struttura è più evidente.
- Coste con filo elastico: oltre alla struttura a maglia, viene usato filato elastico per migliorare vestibilità e recupero.
Principali applicazioni
Il tessuto a coste è ampiamente usato per polsini, orli e aperture del collo. Consente di restringere opportunamente le aperture bilanciando facilità di indosso e comfort, perciò viene impiegato in capi cut and sew, felpe, maglieria e abbigliamento sportivo.
Quando viene usato per l’intero corpo di un capo, segue bene i movimenti del corpo e conferisce un aspetto a coste. D’altra parte, poiché si allunga facilmente in orizzontale, lo spessore del tessuto e la densità dei punti devono essere scelti considerando le dimensioni del prodotto, la trasparenza e il grado di aderenza al corpo.
Note su selezione e cucitura
Al momento della selezione, verificare spessore, elasticità, recupero, variazione dopo il lavaggio e differenza di colore rispetto al tessuto principale da unire. Per polsini e orli, sono importanti sia l’allungamento necessario durante l’uso sia il recupero che impedisce l’afflosciamento anche dopo un uso ripetuto. Quando viene usato per i colli, confermare l’allungamento necessario per il passaggio della testa e la stabilità che impedisce ondulazioni dopo l’indosso.
Nel taglio e nella cucitura, tagliare o cucire tirando il tessuto può causare torsioni, ondulazioni e differenze dimensionali. Impostare il margine di applicazione in base al tasso di elasticità del tessuto principale e del tessuto a coste, e usare trasporto differenziale o punti elastici per evitare che il margine di cucitura venga tirato troppo.
“Furaisu” può generalmente riferirsi a una struttura a coste fine, ma il termine varia a seconda del mercato e dell’area di produzione. Anche TERECO e full cardigan sono termini legati alla disposizione degli aghi e all’aspetto, quindi non giudicare dal nome soltanto; verificare il campione di tessuto e le specifiche.
FAQ
Il tessuto a coste e il tessuto a coste con filo elastico sono la stessa cosa?
No. Il tessuto a coste è una struttura a maglia che ottiene elasticità tramite una disposizione alternata dei punti. Il tessuto a coste con filo elastico indica una specifica in cui a quella struttura viene aggiunto filato elastico come il poliuretano. Quest’ultimo può migliorare vestibilità e recupero, ma vanno verificati rapporto di mischia, calore e condizioni di lavaggio.
Cosa significano “1×1” e “2×2” nelle coste?
Sono notazioni comuni per la disposizione dei punti che compongono le coste. 1×1 significa un punto per lato, sul diritto e sul rovescio, mentre 2×2 significa due punti per lato in successione. Tuttavia, esistono differenze di terminologia e di aspetto a seconda della macchina da maglieria e dell’area di produzione, quindi al momento dell’ordine va controllato anche lo schema della struttura e il campione di tessuto.
Come si può prevenire l’ondulazione nelle coste dei polsini?
Il passaggio di base è misurare il tasso di elasticità del tessuto principale e del tessuto a coste e impostare correttamente il margine di applicazione delle coste. Durante la cucitura, non tirare eccessivamente le coste e usare trasporto differenziale o punti elastici. Poiché l’ondulazione può comparire anche dopo il lavaggio, effettuare un test di lavaggio con un campione cucito prima della produzione in serie.






