Ricamo giapponese
Il ricamo giapponese è un termine generico per tecniche ed espressioni di ricamo sviluppate in Giappone, in cui i motivi sono realizzati a mano su tessuti tinti e tessuti in stile giapponese e su accessori, principalmente utilizzando filato di seta e filato d’oro e d’argento.
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Definizione e panoramica
Il ricamo giapponese è un ricamo a mano che crea motivi sulla superficie del tessuto con ago e filo. Si usa per decorare kimono, obi, mezzi colletti, pochette, costumi di scena e altro ancora, ed esprime sfumature delicate e tridimensionalità attraverso la lucentezza, la torsione e lo spessore del filo, oltre che attraverso la direzione del punto.
Rispetto al termine più ampio di ricamo in generale, il ricamo giapponese viene spesso usato per indicare tecniche e disegni strettamente associati all’abbigliamento tradizionale giapponese e all’espressione di motivi in stile giapponese. Tuttavia, il filo e le tecniche impiegati variano a seconda del lavoro, della regione di origine e del produttore.
Come si usa e tecniche principali
Tendere il tessuto con il disegno preliminare trasferito sopra su un telaio da ricamo o strumento simile, quindi cucire seguendo il disegno. Combinando metodi come riempire le aree, delineare le forme e posare il filo sulla superficie del tessuto fissandolo con un altro filo, si rappresentano fiori, uccelli, motivi di buon auspicio, recipienti e altri soggetti.
Il filo di seta può essere usato con la torsione regolata; se la direzione del filo diventa irregolare, cambiano il riflesso della luce e l’aspetto. Per fili come il filo d’oro e d’argento, difficili da far passare nella cruna dell’ago, si usa un metodo in cui vengono posati sul tessuto e fermati con un filo sottile.
- Un metodo di cucitura che uniforma e riempie le superfici piane
- Un metodo di cucitura che mette in risalto contorni e linee
- Karadori, che stende e fissa il filo per esprimere fili d’oro e d’argento e materiali simili
- Un’espressione in stile Sagara che costruisce una superficie granulare di filo per creare volume
Tipi e selezione
Quando si scelgono i materiali, verificare la brillantezza e la texture che si vuole esprimere, lo spessore del tessuto base e l’ambiente d’uso previsto. Il filo di seta si presta bene a valorizzarne la morbida lucentezza, mentre il filo d’oro e d’argento fornisce un accento di forte impatto. D’altra parte, se il tessuto base è sottile, occorre prestare attenzione al peso del ricamo e all’arricciamento del filo.
Per i principianti, è più facile lavorare un tessuto con trama stabile, un filo da ricamo che si sfilaccia con minore facilità e uno spessore dell’ago adatto all’uso previsto. Quando lo si applica all’abbigliamento, occorre inoltre verificare, come parte delle specifiche, la rigidità dell’area ricamata, la rifinitura del filo sul rovescio e se possa impigliarsi durante l’uso.
Kyoshishu è il nome del ricamo sviluppato a Kyoto e non è sinonimo dell’intero ricamo giapponese. Wa-shishu viene talvolta usato con un significato quasi uguale a quello di ricamo giapponese, ma l’ambito del termine può variare a seconda del venditore o del produttore.
Note per la cura e la sicurezza
Per gli articoli finiti, evitare forti sfregamenti, impigliamenti e l’esposizione prolungata alla luce solare diretta. Poiché la resistenza al lavaggio varia a seconda del materiale del filo da ricamo, del filo d’oro e d’argento e del tessuto base, stabilire se il lavaggio sia possibile in base all’etichetta di manutenzione del prodotto e alle informazioni sui materiali al momento della produzione. Durante la conservazione, evitare l’umidità e non premere con forza la superficie ricamata.
Durante il lavoro, fare attenzione a non ferirsi con la punta dell’ago e riporre gli aghi in un puntaspilli o supporto simile per la gestione. I fili e i materiali decorativi contenenti metallo possono rompersi facilmente, quindi non piegarli con forza né tirarli con vigore. Per gli articoli di abbigliamento, fissare saldamente sul rovescio le estremità del filo e controllare eventuali irritazioni della pelle o impigliamenti.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra il ricamo giapponese e il ricamo francese?
Il ricamo francese è un termine spesso usato come nome generico per il ricamo a mano incentrato su tecniche originarie dell’Europa. Il ricamo giapponese indica spesso tecniche ed espressioni usate per l’abbigliamento giapponese e per motivi in stile giapponese, ed è caratterizzato da espressioni che valorizzano la lucentezza del filo di seta e del filo d’oro e d’argento. In pratica, esistono anche tecniche di base di cucitura che hanno in comune.
Che tipo di tessuto è migliore per il ricamo giapponese?
I tessuti adatti hanno una trama stabile e si deformano meno anche quando l’ago viene fatto passare attraverso di essi, in relazione alla finezza del disegno e allo spessore del filo da ricamo. I tessuti di seta sono adatti alle espressioni tradizionali, ma si può usare anche un tessuto di cotone facile da lavorare per la pratica. I tessuti sottili e quelli elasticizzati vengono stabilizzati, se necessario, con interfodera o con un telaio.
I pezzi di ricamo giapponese possono essere lavati a casa?
Non è possibile stabilirlo in modo uniforme. A seconda del tessuto base, del filo da ricamo, del filo d’oro e d’argento, del colorante e della presenza di elementi decorativi con adesivo, il lavaggio con acqua può causare scolorimento, deformazione o perdita di lucentezza. Per gli articoli di abbigliamento, seguire innanzitutto l’etichetta di manutenzione e, per i pezzi incerti, controllare una zona poco visibile o consultare uno specialista.






