
Negli ultimi anni, soprattutto tra le generazioni più giovani, la sensibilità ambientale è cresciuta e aumenta la domanda di marchi di abbigliamento trasparenti e responsabili.
Di conseguenza, integrare la sostenibilità nello sviluppo del prodotto e nel processo di progettazione sta diventando sempre più importante.
CLO Virtual Fashion è un'azienda di software di moda 3D che aiuta i brand di moda a progettare capi in digitale. Il suo software consente ai designer di creare capi e simularne la caduta sul corpo umano, riducendo la necessità di prototipi fisici. Questo aiuta a ridurre tempi, costi e sprechi.
L'azienda è stata fondata nel 2009 da Simon Kim e Jaidong Oh. Hanno progettato un software intuitivo e facile da usare per fashion designer, modellisti e technical designer. Raccoglie inoltre feedback dagli utenti e continua a essere migliorato. Con questo software, i designer possono provare silhouette e tessuti diversi molto più facilmente rispetto ai prototipi fisici. Questo può portare a design più creativi e innovativi.


Credito: BOF (immagine a sinistra), CLO3D (immagine a destra)
L'azienda punta anche ad aiutare i brand di moda a operare in modo più responsabile. In questo modo, il suo software può contribuire a ridurre sprechi ed emissioni diminuendo il bisogno di prototipi fisici.
Inoltre, CLO Virtual Fashion sta anche lavorando allo sviluppo di applicazioni di prova virtuale che consentano ai consumatori di provare i capi online. Questo potrebbe contribuire a ridurre l'impatto ambientale dell'industria della moda.
Numerose università e scuole di moda, anche in Giappone, stanno inoltre iniziando a inserire CLO nei loro programmi di studio di moda.
Sujin Kang, docente alla Parsons The New School, ha detto quanto segue:
"Fino a oggi, Photoshop e Illustrator per il design di superficie erano gli strumenti più diffusi e gli studenti potevano lavorare solo in 2D, ma ora possiamo imparare nuovi software che permettono di visualizzare i capi in 3D, ed è davvero entusiasmante... Vorrei che un software del genere fosse esistito anche quando ero studentessa. Tutti la pensano così. È fluido e fa emergere una maggiore creatività. Permette di esprimere le idee in modo molto più vivido."
Cosa ne pensi del design virtuale?
Risorse:
https://www.newschool.edu/parsons/story/rendering-a-new-concept-for-design/