
Ieri e oggi (25/9, 26/9) sono andato a PROJECT TOKYO, che si è tenuto allo Shibuya Hikarie.
C’erano tantissimi brand schierati e c’era molto da vedere.
C’erano molti design avanguardisti e, guardandoli, continuavo a pensare: “Capisco~”.
C’erano anche articoli realizzati con prodotti e materiali riciclati, usando fibre rigenerate, e ho avuto la sensazione che questa sia l’epoca dell’ECO.
Questa volta sono andato a PROJECT TOKYO sperando di trovare design che usassero materiali secondari da poter prendere come riferimento.
E ho trovato articoli che utilizzavano zip e fibbie come parte del design.
Per esempio, c’erano capi in cui la funzione della zip era eliminata e veniva cucita solo come elemento decorativo, oltre a una borsa d’impatto con una grande fibbia applicata al centro.
D’altra parte, c’erano anche design che sfruttavano la funzionalità delle zip, come articoli che potevano essere separati dalla suola aprendo la zip, consentendo di trasformarli da sandali in sneakers.
Mi è stato ricordato ancora una volta che i materiali secondari, che uniscono appeal estetico e funzionalità, possono essere utilizzati in tantissimi modi diversi.
Nel complesso, c’erano molti design grezzi che utilizzavano materiali naturali.
Inoltre, ho avuto l’impressione che molti articoli creassero movimento arricciando il tessuto, oppure si trasformassero inserendo elastica cintas in vari punti.
Tra i prodotti in pelle, c’erano borse che utilizzavano così com’era la forma naturale del bordo della pelle, e ho pensato che si trattasse di design elaborati, tipici delle piccole produzioni.
C’erano anche molti brand provenienti dall’estero, e l’atmosfera era molto vivace con persone di ogni tipo.
È stato bello poter vedere così tanti design e imparare da loro.