
Ciao! Sono Kimura del team Sustainability di ApparelX.
Negli ultimi anni, nel settore dell’abbigliamento sentiamo sempre più spesso termini come “sostenibile”, “riciclo” e “moda circolare”.
Tra questi, il concetto su cui vogliamo concentrarci questa volta è l’“upcycling”.
L’upcycling aggiunge nuovo valore a oggetti non più necessari o a materiali che altrimenti verrebbero scartati, trasformandoli in prodotti o materiali diversi.
Anche nella moda cresce l’uso di sfridi di taglio, rotoli residui generati durante la produzione di capi e scarti di alimenti/materiali per creare nuovi prodotti.
Questa volta vi presenteremo cosa significa upcycling nei materiali per abbigliamento, perché sta attirando l’attenzione e come i materiali vengono trasformati in nuovi materiali attraverso il processo.
In sostanza, “upcycling” significa non limitarsi a buttare via gli oggetti non più necessari o destinati allo smaltimento, ma aggiungere nuovo valore e trasformarli in prodotti o materiali diversi.
Nel settore dell’abbigliamento, esempi tipici di upcycling includono la trasformazione di pantaloni in denim destinati a essere scartati in borse, oppure l’uso di rotoli residui per accessori o altri capi.
Nell’industria dell’abbigliamento si utilizzano un’ampia varietà di materiali, come sfridi di taglio generati durante la produzione, pelle e pelle sintetica destinate allo smaltimento, e sottoprodotti di altri settori come alimentare e agricolo.
Qui è importante notare la differenza tra “upcycling” e “recycling”.
Recycling significa raccogliere e trattare gli oggetti indesiderati e riutilizzarli come materie prime.
Upcycling, invece, è l’idea di aggiungere nuove idee, design o funzioni per creare qualcosa con un valore diverso rispetto all’originale.
Ecco perché, nel settore dell’abbigliamento, esistono diversi approcci circolari come “upcycling”, “recycling” e “T2T (Textile to Textile)”.
ApparelX presenta anche materiali T2T che riutilizzano come fibra i rifiuti tessili generati nella produzione dei capi e nei processi produttivi.
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Il motivo per cui l’upcycling sta attirando attenzione sono i problemi di lunga data dell’industria dell’abbigliamento, come la produzione di massa, il consumo di massa e lo smaltimento di massa.
Durante il processo di confezione dei capi si generano vari materiali di scarto, come tessuti che non diventano prodotti, sfridi di taglio e rotoli residui.
Esistono anche scorte di fine stagione e capi che vengono scartati pur essendo ancora utilizzabili.
Dando nuovo valore a questi oggetti “ancora utilizzabili” o a ciò che può essere impiegato in un’altra forma, c’è il potenziale per ridurre gli sprechi e utilizzare in modo efficace le risorse. Di conseguenza, un approccio sostenibile come il remake, il recycling, il T2T e l’upcycling sta diventando sempre più importante nel settore dell’abbigliamento.
Inoltre, i materiali upcycled sono interessanti non solo perché attenti all’ambiente, ma anche perché il materiale stesso ha una storia.
Per esempio, background produttivi come “questo prodotto è stato realizzato riutilizzando scarti di fibra generati nel processo produttivo” oppure “questo tessuto/accessorio è realizzato con materiali che altrimenti sarebbero stati scartati” possono essere utilizzati anche per la pianificazione dei prodotti e le promozioni di vendita del brand.
Negli ultimi anni, con la crescente attenzione alla sostenibilità, è diventato sempre più importante scegliere i prodotti considerando il background del materiale stesso.
In che modo materiali originariamente destinati allo smaltimento vengono trasformati in nuovi tessuti e forniture?
I metodi di produzione variano molto a seconda del materiale, ma qui presenteremo brevemente tre modelli rappresentativi.
Per i prodotti in pelle e i materiali in pelle, esistono metodi per trattare pelle scartata o materiali di origine vegetale e trasformarli in nuovi materiali simili alla pelle.
Esempio: lavorazione fine e triturazione dei materiali di scarto → combinazione con resina, ecc. per formare fogli → utilizzo come nuovo materiale in pelle
Negli ultimi anni, oltre ai materiali di scarto, sono comparsi anche pellami vegani realizzati con materie prime di origine vegetale come mele, cactus e uva.
Questi materiali vengono sempre più utilizzati in borse, scarpe, capi di abbigliamento e altro come alternativa alla tradizionale pelle animale.
Un metodo relativamente facile da immaginare per i tessuti per abbigliamento è utilizzare rotoli residui e sottoprodotti come materie prime fibrose e mescolarli con altre fibre.
In termini generali, il flusso è il seguente:
Esempio: materiali di scarto / rifiuti tessili → raccolta / selezione → lavorazioni come triturazione e apertura delle fibre → fibra riciclata / materia prima riciclata → miscelazione con altre fibre per realizzare il filato → produzione del tessuto
F EARTH® venduto da ApparelX è anch’esso un materiale realizzato mescolando cotone riciclato ottenuto da rifiuti tessili raccolti e triturati con cotone organico.
Inoltre, UNITO® è un’iniziativa che raccoglie rifiuti tessili come tessuti grezzi e sfridi di filo generati nel processo produttivo, li rigenera in nuovo filato e li trasforma in tessuto nell’ambito del T2T (textile-to-textile).
L’upcycling non si limita ai tessuti.
Per accessori per abbigliamento come i bottoni, esistono metodi che mescolano materiali di scarto e sottoprodotti nella resina e li modellano.
Esempio: materiali di scarto / sottoprodotti → lavorazione fine → miscelazione con resina, ecc. → riscaldamento e stampaggio → accessori per abbigliamento come i bottoni
La cosa interessante di questo metodo è che il colore, la forma e la texture del materiale originale diventano parte dell’unicità del design.
Di conseguenza, i materiali upcycled possono essere utilizzati non solo come materiali attenti all’ambiente, ma anche come materiali di design con un’espressività che non si trova nei materiali comuni.
I materiali upcycled sono interessanti dal punto di vista ambientale, ma non sono adatti a tutti gli usi.
Quando si adotta un materiale, è necessario verificarne resistenza, durata, lavabilità, lavorabilità e altro, proprio come si farebbe con i tessuti normali.
1. I rifiuti e le risorse inutilizzate possono essere utilizzati in modo efficace
I materiali che altrimenti verrebbero scartati possono essere utilizzati come materie prime per nuovi prodotti e tessuti.
2. L’uso di nuove risorse può essere ridotto
Utilizzando materiali esistenti, diventa possibile ridurre l’uso di materie prime vergini.
3. Ai materiali si può dare una storia
Il background stesso — da cosa è stato realizzato e come è stato trasformato — diventa parte del fascino del prodotto.
4. Si può apprezzare una texture e un aspetto unici
Combinando fibre rigenerate e materiali diversi, possono essere create texture irregolari ed espressioni non presenti nei materiali comuni.
D’altra parte, ci sono anche alcuni punti da tenere presenti che sono tipici dei materiali upcycled.
1. È necessaria attenzione riguardo a resistenza e durata
A seconda del materiale riciclato e lavorato, resistenza e altre proprietà possono differire da quelle dei materiali realizzati con materie prime vergini. In particolare, per gli articoli soggetti a carico, sono importanti test e verifiche in base all’uso previsto.
2. La texture e il colore possono variare
A seconda delle condizioni delle materie prime raccolte e del lotto, il colore e lo stato delle fibre potrebbero non essere uniformi.
Questa naturale variabilità individuale fa parte del fascino, ma richiede attenzione per i prodotti in cui l’uniformità è importante.
3. Gli articoli che possono essere utilizzati possono essere limitati
A seconda del materiale, i prodotti in cui può essere utilizzato possono essere limitati per ragioni di resistenza, lavabilità, sicurezza e altro.
In particolare, per prodotti che pongono l’accento su sicurezza e standard qualitativi, come articoli per neonati e bambini, è necessario verificare attentamente se il materiale possa essere adottato.
Solo perché un materiale è sostenibile non significa che possa essere usato per qualsiasi prodotto.
Nella fase di pianificazione del prodotto, è importante controllare i dati di test e le informazioni qualitative adatte all’uso previsto.
Ecco alcuni tessuti e accessori sostenibili che sono stati upcycled e hanno ricevuto una nuova forma.
Tessuto upcycled dalla polpa residua del succo di mela 🍎🍏
Questa pelle sintetica altamente resistente può essere utilizzata per un’ampia gamma di applicazioni, dall’abbigliamento in pelle alle borse.
Questo tessuto in PVC è upcycled dai gusci delle surf clam, un grande tipo di mollusco bivalve 🦪
È noto il riutilizzo dei gusci di capasanta per produrre gesso per lavagne, ma è sorprendente pensare che anche i gusci possano diventare tessuto.
La serie upcycled di hinoki include anche un numero prodotto nubuck e un numero prodotto stretch.
Nagai Tsuenshi, azienda specializzata in filati, offre anche proposte di nuovi materiali come il pellame vegano. Potreste pensare: “Pelle da un’azienda di filati?”, ma grazie alla tecnologia e alla rete sviluppate in molti anni di gestione di filati per macchine da cucire industriali e filati per prodotti in pelle, stanno ampliando le loro proposte anche nel campo dei materiali.
Potete vedere anche gli altri numeri di prodotto in pelle upcycled di Nagai Tsuenshi qui.
Tessuto upcycled tinto con fondi di caffè usati ☕
La texture naturale della tintura al caffè si abbina bene anche alle fibre naturali.
Questo tessuto con finitura lavata ha una sensazione naturale, pur mantenendo un aspetto raffinato e non eccessivamente casual.
Offre anche elasticità, resistenza all’impigliamento e resistenza all’attrito, rendendolo un materiale facile da proporre per l’abbigliamento quotidiano e per lo stile office casual.
Oxford stretch Reflax® realizzato in parte con materie prime derivate da bottiglie PET.
Con tocco asciutto, assorbimento del sudore e asciugatura rapida, traspirabilità, protezione UV ed elasticità, è consigliato per l’abbigliamento quotidiano di primavera e estate.
Un tessuto tropical realizzato con “REAMIDE”, una resina di nylon riciclato upcycled da reti da pesca scartate.
Con un alto contenuto di lana, è un elegante tessuto sostenibile consigliato anche per abiti da uomo.
Un tessuto mesh realizzato con “REAMIDE”, una resina di nylon riciclato upcycled da reti da pesca scartate.
Un materiale sostenibile perfetto per abbigliamento sportivo e articoli outdoor.
Sono disponibili anche bottoni e cord stopper, così potete reperire insieme anche gli accessori.
Spieghiamo in dettaglio sul blog la serie di Morito realizzata con reti da pesca scartate, quindi date un’occhiata.
L’irregolarità e i neps creati dalle fibre dei rotoli possono essere usati anche come richiamo di design, rendendolo perfetto per felpe e hoodie dal gusto vintage.